ATTIVITÀ

Degenza acuzie e post-acuzie

Villa von Siebenthal dispone di un reparto di degenza in acuzie e post-acuzie di 60 posti letto.

L’équipe curante è costituita da psichiatri, da un consulente medico internista e cardiologo, da psicologi, tecnici della riabilitazione, infermieri professionali e OTA.

Il ricovero può avvenire in trasferimento da Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) o altri reparti ospedalieri, o dal domicilio.

In entrambi i casi è necessaria l’impegnativa per il ricovero, rilasciata dal curante dell’utente presso il Centro di Salute Mentale o il SPDC.

La richiesta di ricovero può essere fatta utilizzando l’apposita scheda, disponibile qui.

La richiesta, debitamente compilata, può essere inviata via fax al numero 06 9330911 o per posta elettronica all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Tutte le proposte di ricovero vengono valutate da una commissione medica entro 2 giorni lavorativi successivi quello di ricevimento e, nel caso la proposta venga accettata, l’utente viene posto in lista di attesa per essere contattato non appena sarà disponibile un posto letto.

Al momento dell’ingresso l’Utente dovrà essere munito di:

  • documento di identità;
  • impegnativa per il ricovero nella Struttura per ricoveri in acuzie ed in post-acuzie;
  • tessera sanitaria con il codice fiscale;
  • eventuale documentazione clinica relativa al periodo precedente il ricovero (cartelle cliniche, radiografie, analisi, prescrizioni di terapie effettuate ed altri accertamenti diagnostici già eseguiti).

È previsto, all’entrata nella struttura, un deposito cauzionale di € 50,00.

Tale somma sarà riconsegnata alla dimissione.

Il lavoro integrato dell’equipe permette la definizione di programmi di riabilitazione, reinserimento sociale e lavorativo e di prevenzione del disagio del paziente .

Le attività terapeutiche riabilitative proposte sono:

  • Gruppi psicoterapeutici
  • Gruppi psicoeducazionali
  • Gruppi bioenergetica
  • Gruppi di autoaiuto Attività motoria (palestra)
  • Gruppo Arte terapy
  • Gruppi familiari
  • Problem solving
  • Psicoterapia individuali
  • Psicoterapia familiare
  • Cineforum

Degenza adolescenti ed esordi psicopatologici

Villa von Siebenthal è la prima Struttura Psichiatrica autorizzata ed accreditata per la psichiatria adolescenziale nella Regione Lazio e l'unica a livello nazionale a disporre di un reparto di trattamento intensivo per pazienti adolescenti. Dispone infatti di due unità operative dedicati ai pazienti adolescenti, ovvero:

  • 10 posti LETTO IN Struttura Residenziale Terapeutico Riabilitativa INTENSIVA (S.R.T.R.i);
  • 10 POSTO LETTO IN Struttura Residenziale Terapeutico Riabilitativa ESTENSIVA (S.R.T.R.e);"

L'adolescenza è una fase della vita caratterizzata da peculiari vissuti di incertezza esistenziale sotto la spinta di fisiologici processi di separazione e individuazione, contraddistinti da marcate ambivalenze emotive e relazionali. Per tali ragioni costituirebbe un terreno particolarmente favorevole all’emergere di disturbi psichiatrici.

Per quanto riguarda gli aspetti clinici, l’adolescenza è caratterizzata da una situazione psicologica problematica e contraddittoria, che può favorire l’emergere di una psicopatologia in individui predisposti, che presentano una specifica vulnerabilità, ovvero una miscela di fattori genetici e ambientali spesso condizionati da esperienze critiche precoci.

La comparsa di una condizione morbosa in età adolescenziale è un evento che oltre all’individuo investe, con un pesante carico di inquietudine, sofferenza e angoscia, altri sistemi che con quell’individuo quotidianamente coesistono, ovvero la famiglia, la scuola, l’associazionismo giovanile sportivo, religioso, culturale e la comunità nel suo complesso.

Una condizione così complessa richiede un approccio integrato di tipo farmacologico associato a programmi a carattere terapeutico-riabilitativo, che contrastino il vissuto di rifiuto e di ostilità esterna con conseguente ritiro dalle attività sociali e che offrano opportunità di sperimentazione, di inclusione e di successo soggettivo.

All'intervento individualizzato è bene, secondo la nostra esperienza, associare un percorso psicoterapeutico ampliato al contesto familiare. Ciò per consentire sia l’elaborazione dei processi psicologici intrapsichici che hanno condizionato l’evoluzione psicotica, sia l’esplicitazione di modelli relazionali all’interno del sistema famiglia che, in modo inconsapevole e perseverante, sostengono il perdurare dell’induzione al funzionamento psicopatologico.

L’équipe curante è costituita da neuropsichiatri infantili, psichiatri, da un consulente medico internista e cardiologo, psicologi, tecnici della riabilitazione, infermieri professionali, educatori professionali, assistenti sociali e oss.

Il ricovero può avvenire in trasferimento da Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) o altri reparti ospedalieri, o dal domicilio.

In entrambi i casi è necessaria l’impegnativa per il ricovero, rilasciata dal curante dell’utente presso il Centro di Salute Mentale o il SPDC.

La richiesta di ricovero può essere fatta utilizzando l’apposita scheda, disponibile sul sito.

La richiesta, debitamente compilata, può essere inviata via fax al numero 06 9330911 o per posta elettronica all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Tutte le proposte di ricovero vengono valutate da una commissione medica entro 2 giorni lavorativi successivi quello di ricevimento e, nel caso la proposta venga accettata, l’utente viene posto in lista di attesa per essere contattato non appena sarà disponibile un posto letto.

Al momento dell’ingresso l’Utente dovrà essere munito di:

  • documento di identità;
  • impegnativa per il ricovero nella Struttura per ricoveri in acuzie e in post-acuzie;
  • tessera sanitaria con il codice fiscale;
  • eventuale documentazione clinica relativa al periodo precedente il ricovero (cartelle cliniche, radiografie, analisi, prescrizioni di terapie effettuate ed altri accertamenti diagnostici già eseguiti).

Il lavoro integrato dell’equipe permette la definizione di programmi di riabilitazione, reinserimento sociale e lavorativo e di prevenzione del disagio del paziente.

Le attività terapeutiche riabilitative proposte sono:

  • Gruppi psicoterapeutici
  • Gruppi psicoeducazionali
  • Gruppi bioenergetica
  • Gruppi familiari
  • Attività motoria (palestra)
  • Gruppo Arte terapy
  • Problem solving
  • Psicoterapia individuali
  • Cineforum

Doppia diagnosi

Presso la casa di cura è stato reso operativo dal Gennaio 2011 un reparto di dieci posti letto che accoglie i pazienti affetti contemporaneamente da un disturbo psichiatrico e da un disturbo correlato alle sostanze psicoattive. Tale condizione viene comunemente definita "doppia diagnosi".

L’équipe del “Reparto per la doppia diagnosi” è costituita dal medico psichiatra responsabile, da un consulente medico internista e cardiologo, da psicologi, educatori, infermieri professionali, volontari. La durata del ricovero è di massimo 30 giorni.

La diagnosi di “abuso” o “dipendenza” corrisponde ad una condizione psicopatologica molto complessa (devono essere rispettati dei criteri diagnostici molto precisi) e viene posta sia quando l’oggetto di questa condizione è una sostanza psicoattiva (alcool, cocaina, oppiacei, cannabis, farmaci come benzodiazepine, alcover, antidolorifici), ma anche quando si dipende non da esse, come nel caso del gioco d’azzardo (gambling) e delle dipendenze virtuali.

La diagnosi psichiatrica copre uno spettro dei disturbi mentali di stato e di tratto attualmente riconosciuti dalla nosografia psichiatrica.

Fasi dell’intervento

Schematicamente l'intervento terapeutico sul paziente affetto da doppia diagnosi si svolge attraverso i seguenti step:

1.Fase dell’Accoglienza

Prima dell’ingresso in Casa di Cura il referente medico della struttura competente territorialmente (SERT, CSM) compila una scheda di prenotazione (inviata via fax) specificando l’effettiva condizione di doppia diagnosi del paziente, le condizioni attuali (sia mediche che psichiatriche) e il progetto terapeutico da attuare. Al momento dell’ingresso in struttura il paziente effettua un colloquio psichiatrico con il responsabile di reparto alla presenza dell’infermiere di turno, durante il quale vengono raccolti oltre ai dati anagrafici anche la storia di vita del paziente stesso, con particolare attenzione alle sostanze d’abuso e agli aspetti psichiatrici (anamnesi psichiatrica e tossicologica). Durante il colloquio viene effettuato uno “status psicopatologico”, (visita psichiatrica approfondita) e viene compilata la cartella clinica, con la definizione della terapia farmacologica. In questa sede avviene inoltre la presentazione delle regole e del contratto terapeutico la cui accettazione da parte del paziente (o dell'avente diritto in quanto tutore o esercente la patria potestà) rappresenta il prerequisito per l'attuazione del ricovero. L’infermiere di reparto provvede inoltre a rilevare i parametri vitali del paziente.

2.Fase diagnostica

Il paziente durante la prima giornata di ricovero e comunque entro la prima settimana, sarà sottoposto ad indagini diagnostiche di routine utili per una sua valutazione clinica multidimensionale medica, tossicologica, psichiatrica, psicologica, socio-ambientale.

Per tale motivo effettuerà dunque a partire dal primo giorno di ricovero:

  • 1. Colloquio psichiatrico di conoscenza e valutazione del craving
  • 2. Colloquio psicologico con somministrazione di una batteria di test finalizzata all’inquadramento diagnostico sia del versante psichiatrico (MMSE; HAM-D; HAM-A; TEMPS-A; CGI; GAF; BPRS) che di quello tossicomanico (VAS; CIWA; OCDS; MAC; SCL-90; TAS-20; WHOQOL). La batteria di test viene di norma ripetuta alla fine del ricovero.
  • 3. Valutazione medica generale, visita cardiologica ed ecg, esami ematochimici approfonditi ed esami dei metaboliti urinari per sostanze
  • 4. Monitoraggio dei parametri vitali da parte del personale infermieristico

3. Fase terapeutica

Alla fase diagnostica farà immediatamente seguito un intervento terapeutico multidisciplinare della durata di circa tre settimane volto primariamente alla disintossicazione del paziente, alla prevenzione della sindrome astinenziale, al trattamento delle patologie organiche e psichiatriche eventualmente correlate e al controllo del craving, al trattamento psicologico sia individuale che di gruppo al fine informativo, di motivazione al cambiamento degli stili di vita e al miglioramento delle capacità di coping. Gli interventi sono:

  • Disintossicazione e gestione farmacologica dell'astinenza
  • Strutturazione di una psicofarmacoterapia efficace sul disturbo psichiatrico e sul craving
  • Partecipazione ai gruppi psicoeducazionali che si svolgono due volte a settimana, condotti da uno psicoterapeuta, e che sono orientati all'attivazione ed al rinforzo della motivazione al cambiamento
  • Assistenza alle famiglie: l’assistente sociale su indicazione dello psichiatra responsabile ha il compito di contattare la famiglia per approfondire la conoscenza dell'ambiente in cui vive il paziente e per relazionarsi con i parenti
  • Eventuale psicoterapia individuale di supporto
  • Eventuale partecipazione alle attività ergo terapiche della Casa di Cura (Cineforum, gruppo di bioenergetica etc.)
  • Progettazione, in intesa con i servizi territoriali (SERT e CSM), di un programma terapeutico da realizzarsi dopo la dimissione
  • interazione continua con l'équipe terapeutica allo scopo di attivare nell'individuo il "rifiuto" dell'ideologia tossicomanica e della filosofia del “tutto e subito” nella gestione della sofferenza psichica e di favorire il processo di mentalizzazione delle proprie emozioni negative con la proposta dell'esistenza di una possibilità di gestirle senza "negarle" o "sopprimerle" con l'intervento dall'esterno di sostanze chimiche

Al termine del periodo di degenza, che ha una durata massima di trenta giorni, il paziente viene dimesso e ripreso in carico dai servizi territoriali di competenza, ai quali viene fornito il materiale diagnostico riassunto in un foglio di dimissione consegnato direttamente al paziente ed inviato via fax alla struttura territoriale.

Comunità terapeutico-riabilitativa

La CTR è inserita all'interno della struttura sanitaria monospecialistica per il trattamento, la cura e la riabilitazione dei disturbi psichiatrici Villa Von Siebenthal.

La struttura è di 20 posti letto e dispone di spazi adibiti alle attività riabilitative e ricreative degli utenti.

Il modello a cui fa riferimento nasce da numerosi studi scientifici e dalle esperienze fatte in questi ultimi vent'anni.

E’ un modello integrato dove l'obiettivo primario è la cura ed il trattamento personalizzato del paziente per facilitarne il reinserimento sociale e lavorativo attraverso vari interventi specifici:

  • Psicoterapia Sistemico Relazionale
  • Psicoterapia Ipnotica Ericksoniana
  • Intervento Psicoeducazionale (Falloon)
  • Intervento Farmacologico
  • Intervento Psicodiagnostico.

Il lavoro integrato dell’equipe permette la definizione di programmi di riabilitazione, reinserimento sociale e lavorativo e di prevenzione del disagio del paziente.

Le attività terapeutiche riabilitative proposte sono:

  • Gruppi psicoterapeutici
  • Gruppi psicoeducazionali
  • Gruppi benessere
  • Attività motoria (palestra)
  • Gruppo Arte terapy
  • Gruppi familiari
  • Psicoterapia individuali
  • Psicoterapia familiare

L'equipe curante è costituita da:

  • Medico responsabile;
  • Psicologo / Psicoterapeuta;
  • Tecnico della riabilitazione psicologica;
  • Educatore professionale;
  • Arte terapy;
  • Infermieri Professionali;
  • Ausiliari.

La richiesta di inserimento nella C.T.R. deve essere effettuata dal medico referente del C. S. M. inviando una relazione specifica sul paziente.

La valutazione dell'inserimento del paziente viene fatta dalle equipe della C.T.R.

Per effettuare l’ inserimento del paziente sarà necessario una lettera delle D.S.M. di appartenenza, relativa all’ impegno di spesa per il progetto terapeutico individualizzato del paziente, dove successivamente questa sarà seguita da una delibera nominativa.

Al momento dell'ingresso il paziente dovrà essere munito di:

  • Documento di d'identità;
  • Tessera sanitaria;
  • Codice fiscale;
  • Eventuale documentazione clinica relativa a patologie fisiche e psichiche e pregresse.

La dimissione è prevista a fine progetto terapeutico e viene concordato con il paziente, con i suoi familiari se presenti, con il C. S. M. e con l’equipe curante della C.T.R.

Nella C.T.R. la fornitura dei farmaci, la prescrizione degli esami ematochimici, delle visite specialistiche dei pazienti, vengono effettuate dal medico di base e dal S.S.N. previo appuntamento al C.U.P.

E’ fondamentale il lavoro integrato dell’equipe per la definizione di programmi di riabilitazione, reinserimento sociale e lavorativo e di prevenzione del disagio del paziente .



Gruppo terapeutico per i familiari

Al fine di rispondere alle specifiche esigenze delle famiglie con pazienti psichiatrici, la della Casa di Cura Villa Von Siebenthal a fronte della sua esperienza ventennale, propone dei Gruppi di sostegno, pensati come spazio, fisico e psicologico, per poter “condividere” ciò che nell’esperienza personale è spesso associato allo stigma e, inevitabilmente, all’isolamento.

I gruppi possono avere una cadenza settimanale o quindicinale e sono aperti a chiunque sia un familiare (coniuge, coppia genitoriale, figli, fratelli, sorelle…) di un paziente psichiatrico, che desideri “camminare insieme” a persone che condividano la stessa sofferenza.

Il modello a cui l’equipe fa riferimento più frequentemente è il Sistemico Relazionale e Psicoeducazionale (Falloon).

Gli obiettivi principali di questo percorso terapeutico di gruppo sono:

  • riattivazione di quelle risorse che la famiglia ha in sé, ma che sono state offuscate dal disagio;
  • avere la possibilità di conoscere e sperimentare, nuove modalità di comportamento per migliorare la qualità della vita dell’intero nucleo familiare;
  • avere la possibilità di confrontarsi e rispecchiarsi nelle storie e nei vissuti degli altri partecipanti e non sentirsi soli, ma avere la possibilità di condividere;
  • aprirsi, raccontare, ascoltare, conoscere per poter rileggere e rinarrare la propria storia di sofferenza;
  • Parlare direttamente con i protagonisti della malattia;
  • Insegnare i familiari a non sentirsi impotente nella gestione della malattia;
  • Insegnare ai familiari a riconoscere i segni precoci della malattia;
  • Insegnare ai familiari a riconoscere i segni precoci della crisi;
  • Insegnare l’ utilizzo dei servizi sanitari territoriali;
  • Fornire sollievo alle famiglie ma anche nel ridurre le ricadute dei pazienti;
  • Dare informazioni sulla farmacologia e sulla corretta assunzione della stessa;
  • Possibilità di creare risorse: gruppi appartamento, associazioni …

Il coinvolgimento dei familiari sulla gestione della malattia e della cura nella quotidianità è diventata una forte discriminante sull'efficacia terapeutica, durante la fase finale del progetto, nello svincolo dalla struttura, dove la famiglia può e deve diventare nuovamente una risposta al dopo ricovero presso le strutture.

Il gruppo familiari ed il coinvolgimento della famiglia nella cura è fondamentale sia nella fase di ricovero breve( Casa di Cura), per iniziare un percorso di recupero e coinvolgimento della famiglia fin dagli esordi della malattia, rendendo il percorso di cura sicuramente più efficace; sia in un percorso terapeutico più lungo come il passaggio in un Comunità terapeutica, per meglio consolidare le risorse trovate ed avviare un nuovo percorso di cambiamento ed accettazione.

La famiglia assume quindi un ruolo di primaria importanza all’interno di del progetto psicoterapeutico-riabilitativo, poiché è solo tramite una stretta collaborazione tra tutti gli attori coinvolti che è possibile allargare l’orizzonte della complessità del disagio, trovare cioè nuove risposte, più funzionali che coinvolgono sia la famiglia che i servizi.

La famiglia non è più considerata né in termini di vittima né in termini di carnefice, ma come sistema affettivo e relazionale fondamentale e come importante co-costruttore dell’ intero processo terapeutico.

Una cultura della famiglia come risorsa.